E’ trascorso il lunedì. Non uno qualsiasi: è trascorso il lunedì che segue, come sempre, un’ intensa tappa del NWAC.

Lo smarrimento è totale. Ti manca tutto: lo straordinario panorama che ti da il buongiorno, la colazione col gruppo, le frasi di rito che scandiscono le giornate fino a sera, volendo tralasciare la cosa più importante di tutte: l’ appagante condivisione quotidiana di contenuti, emozioni, esperienze.

Certo sembrerà strano da parte di chi organizza l’evento ciò che sto per dire ma… la cosa più incredibile dell’esperienza NWAC è la capacità che ha ancora oggi di sorprenderci. Tappa dopo tappa, ci diciamo: questa è senza dubbio la più bella, la più emozionante… e subito veniamo smentiti dalla successiva.

lipariLipari era la tappa più difficile di tutte. Difficile già in fase di comunicazione: il rischio del malinteso era dietro l’angolo. Cosa ha a che vedere il nudo col matrimonio? Cosa vado a fare se non fotograferò mai determinate cose? E soprattutto: mi troverò a fotografare il solito corpo nudo senza anima

Poi si parte: i dubbi e le paure vengono sostituiti dall’ emozione, dalla commozione che come sempre si alterna al divertimento.
Pascal lo conosciamo già, ma è sempre una grande conferma: giullare, mimo, poeta, psicologo e prima di tutto, amico di tutti.

Le virtù fotografiche di Martin sono note ma sorprende l’aspetto umano e la profondità dell’approccio: ci troviamo uno ad uno a piangere come bambini guardandoci negli occhi in una mattinata di grande emozione per tutti.

Ileana, modella di nudo, venuta al NWAC convinta di dover solo posare nuda e trovatasi a spogliarsi davanti a noi non solo fisicamente… tornata a casa con la consapevolezza che tutto nel suo lavoro non sarà come prima.

Yana, sangue siculo-argentino e grande temperamento; creatura selvaggia in una location selvaggia e straordinaria; sempre pronta a seguirti ma altrettanto a prendere le redini ogni volta che gliene lasci la possibilità.

Poi il racconto matrimonialista… ogni anno una scommessa: chi chiamare a parlare del punto nodale del nostro lavoro? Come far comprendere il senso più profondo di ciò che facciamo?

Roberto ci fa capire che il limite alla nostra creatività siamo noi stessi… che occorre guardare laddove normalmente non si pensa di guardare con occhi nuovi, fuori da quegli schemi in cui ci siamo costretti per mancanza d’idee.

A me e al mio intervento il compito di smontare ancora una volta le certezze per provare a far posto a un modo diverso di intendere il matrimonio, consapevoli che la sola certezza che occorre mantenere sempre davanti a noi è il senso del nostro lavoro: il racconto e la memoria.

Una settimana che ci ha provati emozionalmente in ogni direzione non poteva chiudersi diversamente da come si è chiusa… e sabato, a “spogliarci” delle nostre maschere siamo stati noi, in un pomeriggio di grande intensità e condivisione. Ancora una volta consapevoli di come l’immagine lasciata libera e alleggerita risulti straordinariamente autentica e rivelatrice.

A far si che tutto vada, come sempre, nel modo giusto… e che, tra un’emozione e l’altra, si possa sorridere e alleggerire la tensione ci pensa lui, Franco: non perde occasione per ricordarci che il nostro è un lavoro serio ma che va fatto con una giusta dose d’ironia e leggerezza.

Inutile dire che la location e la perfetta accoglienza dell’ Hotel Mea hanno reso tutto ancor più straordinario.
Scontato ma doveroso dire grazie ai nostri amici, prima che partners, che come sempre ci sono stati vicini nell’ organizzazione dell’evento.

E infine… l’ultimo grazie va a tutti voi corsisti che ancora una volta avete voluto mettervi in gioco e dimostrarci che la strada è quella giusta e su questa proseguiremo per un nuovo entusiasmante anno di questo straordinario percorso.

NWAC-Lipari_2016

Emanuele Carpenzano